Tutta la mia storia, i miei fatti mi vengono dietro in punta di piedi. Credono che io non me ne accorga. Però se mi giro si nascondono, non ci sono più. Quando cammino, sento la loro presenza e i loro passi poco distanti. Vogliono vedere dove li porto, dove andranno a finire. Hanno caratteri, pesi e colori diversi; a volte si fidano di me, a volte no. Io scivolo nei vicoli sperando di perderli. Ma li ritrovo in fondo alla strada, con le braccia conserte, che ridono come pazzi. I fatti sono presuntuosi, pesanti, invadenti. Le emozioni sono leggere e indipendenti. Ti ballano intorno e sono pronte a distrarsi al primo colore.
Monica Vitti, “Sette sottane. Un’autobiografia involontaria”, 1993
All my facts are behind me on tiptoe. They believe I don’t know it. But if I lurk around, they hide and disappear. When I walk, I feel their presence and their feet slightly apart. They want to see where I take them, in the end. They have characters, different weights and colors, sometimes they trust me, sometimes they don’t. I slip in the alleys hoping to lose them. But I find them down the road, with their arms folded, laughing like crazy. The facts are presumptuous, heavy, intrusive. Emotions are lightweight and independent. They dance around you and are ready to get distracted by the first color.
Monica Vitti, “Seven Skirts. An Unintentional Autobiography”, 1993
Buon 80° compleanno, Monica!